La crescente complessità del sistema sanitario, unitamente all’evoluzione del quadro normativo e all’incremento del contenzioso civile, penale, contabile ed amministrativo, impone oggi una riflessione approfondita sul tema della protezione del management delle strutture sanitarie, pubbliche e private.
Direttori generali, direttori sanitari, dirigenti amministrativi, componenti degli organismi di vigilanza e responsabili di funzione operano in un contesto ad alta esposizione al rischio, caratterizzato da obblighi organizzativi sempre più penetranti e da una progressiva estensione delle responsabilità derivanti da inefficienze gestionali, carenze organizzative, eventi avversi e violazioni normative.
In tale scenario, la governance sanitaria non rappresenta soltanto uno strumento di gestione aziendale, bensì un presidio essenziale di tutela giuridica del management.
La responsabilità del management sanitario: un sistema multilivello
L’attività di governance nelle strutture sanitarie si colloca all’intersezione di molteplici profili di responsabilità:
- responsabilità civile;
- responsabilità penale;
- responsabilità amministrativo-contabile;
- responsabilità erariale;
- responsabilità ex D.Lgs. 231/2001;
- responsabilità disciplinare e dirigenziale.
La giurisprudenza ha progressivamente consolidato il principio secondo cui il management sanitario non risponde esclusivamente delle condotte direttamente poste in essere, ma anche delle omissioni organizzative e dei deficit di controllo che abbiano consentito il verificarsi dell’evento dannoso.
Particolarmente rilevante risulta il tema della responsabilità da “colpa organizzativa”, oggi centrale nei procedimenti relativi a:
- infezioni correlate all’assistenza (ICA);
- carenze nei protocolli clinico-assistenziali;
- insufficiente gestione del rischio clinico;
- omessa vigilanza sui percorsi di sicurezza;
- inadeguata allocazione delle risorse;
- mancata implementazione dei sistemi di compliance.
Il ruolo della Legge Gelli-Bianco nella governance del rischio
La disciplina introdotta dalla Legge 8 marzo 2017 n. 24 ha profondamente inciso sull’assetto organizzativo delle strutture sanitarie, attribuendo centralità ai sistemi di prevenzione del rischio sanitario.
La normativa impone alle strutture:
- l’adozione di adeguati modelli organizzativi;
- l’implementazione delle attività di risk management;
- il monitoraggio degli eventi avversi;
- la tracciabilità dei processi clinici;
- l’elaborazione di linee guida e buone pratiche;
- la gestione documentale dei percorsi sanitari.
Ne deriva che la corretta governance costituisce oggi non solo un obbligo gestionale, ma anche uno strumento difensivo fondamentale in sede giudiziaria.
L’assenza di protocolli, la mancata formalizzazione delle procedure o l’inadeguatezza dei sistemi di controllo possono infatti tradursi in elementi probatori utilizzabili per affermare la responsabilità della struttura e, in alcuni casi, del management.
Modelli organizzativi e tutela ex D.Lgs. 231/2001
Ulteriore profilo strategico concerne l’adozione dei modelli organizzativi previsti dal Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231.
Le strutture sanitarie risultano particolarmente esposte ai reati-presupposto contemplati dal decreto, tra cui:
- reati contro la pubblica amministrazione;
- frodi in pubbliche forniture;
- falsità documentali;
- reati societari;
- violazioni in materia di sicurezza sul lavoro;
- trattamento illecito dei dati sanitari;
- reati ambientali;
- delitti colposi in ambito sanitario.
L’adozione di un modello 231 effettivamente attuato, aggiornato e vigilato consente di:
- ridurre il rischio di responsabilità dell’ente;
- rafforzare i presidi interni di controllo;
- delimitare le aree di rischio;
- dimostrare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo;
- tutelare il management da contestazioni relative a deficit di vigilanza.
La mera predisposizione formale del modello, tuttavia, non è sufficiente: la giurisprudenza richiede una concreta efficacia preventiva del sistema di compliance.
Risk management e documentazione: la prova della buona governance
Uno degli aspetti maggiormente sottovalutati riguarda la funzione probatoria della governance sanitaria.
In sede contenziosa, la capacità della struttura di dimostrare:
- l’esistenza di procedure operative;
- la formazione del personale;
- la tracciabilità delle decisioni;
- l’attività di audit;
- il monitoraggio degli indicatori di rischio;
- l’adozione di protocolli aggiornati;
può incidere in maniera determinante sull’accertamento della responsabilità.
La documentazione organizzativa rappresenta infatti il principale strumento attraverso cui il management può dimostrare di avere adottato tutte le misure esigibili secondo le migliori pratiche cliniche ed organizzative.
In particolare, assumono rilievo strategico:
- verbali degli organismi interni;
- procedure aziendali;
- protocolli clinico-organizzativi;
- sistemi di segnalazione degli eventi avversi;
- report di audit;
- piani di formazione;
- sistemi di verifica interna;
- registri di manutenzione e sicurezza.
La protezione del management passa dalla prevenzione
La tutela del management sanitario non può essere affidata esclusivamente agli strumenti difensivi successivi all’insorgere del contenzioso.
L’esperienza giudiziaria dimostra come la protezione più efficace derivi dalla costruzione preventiva di un sistema di governance strutturato, documentato e costantemente aggiornato.
Ciò richiede:
- integrazione tra area legale, sanitaria ed amministrativa;
- monitoraggio continuo dei rischi;
- aggiornamento normativo costante;
- audit periodici;
- implementazione dei sistemi di compliance;
- formazione continua del personale dirigente;
- verifica dell’effettiva applicazione delle procedure interne.
La governance sanitaria moderna deve quindi essere intesa quale sistema integrato di gestione del rischio, volto non soltanto alla tutela del paziente, ma anche alla protezione dell’organizzazione e dei suoi vertici gestionali.
Conclusioni
Nel settore sanitario contemporaneo, la responsabilità del management non si esaurisce nella mera funzione amministrativa o gestionale, ma si estende alla capacità di costruire assetti organizzativi idonei a prevenire eventi avversi, violazioni normative e criticità operative.
Una governance efficace costituisce oggi il principale presidio di tutela delle strutture sanitarie e dei loro dirigenti.
Investire in compliance, risk management, procedure organizzative e sistemi di controllo significa ridurre il rischio di contenzioso, rafforzare la sicurezza delle cure e garantire la sostenibilità giuridica ed operativa dell’intera organizzazione sanitaria.
